La respirazione

Il concetto di identità funzionale tra il corpo e la mente implica che un cambiamento della personalità è condizionato da un cambiamento delle funzioni corporee, e cioè: una respirazione più profonda, una maggiore motilità ed una espressione di sé più piena e libera. In Analisi Bioenergetica, più ancora che nella terapia reichiana, la respirazione assume un’importanza fondamentale. Lo stesso Reich aveva notato lo stretto collegamento esistente tra la respirazione e la quantità di energia a disposizione dell’organismo. In una persona emotivamente sana la respirazione profonda carica il corpo di energia: gli occhi brillano, il tono muscolare è buono, la pelle è calda e vivida.
Lowen afferma che la maggior parte delle persone respira in maniera superficiale e tende a trattenere il respiro ogni volta che si trova in situazioni di stress, anche lieve. Questo accresce lo stato di tensione. Ma a che cosa è dovuto questo disturbo? Per Lowen la sua origine è da ricercare nelle emozioni represse nell’infanzia: i bambini trattengono il respiro per bloccare il pianto, restringono la gola per non urlare e contraggono il petto per trattenere la rabbia.
La repressione di ciascuno di questi sentimenti porta ad una riduzione del respiro. L’individuo deve limitare la respirazione per mantenere la repressione dei sentimenti e per non provare l’ansia associata a questi. Già Freud aveva notato la relazione tra ansia e disturbi della respirazione. La respirazione superficiale, e più in generale le difese psichiche e somatiche, hanno infatti la funzione di proteggere la persona adulta dall’ansia. Nell’infanzia le difese vengono erette per difendersi dalle delusioni e dalle minacce subite. In seguito questo atteggiamento difensivo diviene parte integrante del modo di vivere: così l’adulto è relativamente libero dall’ansia, ma diventa prigioniero della sua stessa struttura difensiva. Quando cerca di aprirsi, di lasciare andare le sue difese, prova inevitabilmente ansia, perché si sente vulnerabile. In terapia la comparsa dell’ansia è vista come un segnale positivo, perché significa che il paziente sta iniziando a confrontarsi con le sue difese e paure, a livello psichico e somatico.
Lowen ritiene che il fine dell’Analisi Bioenergetica sia quello di riconnettere l’individuo con le relazioni fondamentali della propria esistenza, ed in particolare quella con l’ambiente in cui vive e quella col terreno su cui si regge. Per lo psicoanalista americano il rapporto con l’ambiente equivale al rapporto con l’aria, e la qualità di tale rapporto si evidenzia nella respirazione.

L’aria o la respirazione sono l’equivalente dello spirito, il pneuma delle antiche religioni, simbolo del potere divino che dimora in Dio (padre), la figura paterna. La respirazione è un gesto aggressivo di cui l’inspirazione è la parte attiva. Il modo in cui respiriamo esprime le nostre sensazioni sul diritto di prendere ciò che ci serve nella vita. Respirando ci identifichiamo col principio maschile, o aggressivo, della vita (Lowen,1993, 85).

A proposito dei disturbi della respirazione, Lowen si sofferma in particolare su due di essi. Nel primo, tipico della personalità nevrotica, la respirazione è quasi esclusivamente diaframmatica, coinvolge cioè il diaframma e la parte superiore dell’addome. Il torace è invece praticamente immobile, in posizione espansa, e i polmoni contengono una notevole riserva d’aria. Questo significa che al soggetto nevrotico è impossibile espirare completamente. Poiché l’espirazione è la parte passiva della respirazione, essa è associata con il “lasciarsi andare”, con l’abbandonarsi alle sensazioni del corpo. Questa perdita di controllo è temuta dalle persone nevrotiche.
Nella personalità schizoide c’è invece un diverso tipo di respirazione. In questi soggetti il diaframma e il torace sono parzialmente immobilizzati e la muscolatura addominale è molto contratta. Il torace è “sgonfio“, in posizione espiratoria. C’è una difficoltà ad inspirare, che è la parte attiva, aggressiva della respirazione. E l’aggressività è una qualità che manca al soggetto schizoide, emozionalmente staccato dal mondo.
Lowen aggiunge comunque che la distinzione tra i due tipi di respirazione non è assoluta, così come non è assoluta la distinzione tra personalità nevrotica e personalità schizoide. In ogni caso l’elemento comune ad entrambe è che i blocchi e le tensioni spezzano l’unità del corpo e non permettono che l’onda respiratoria si diffonda nella parte inferiore dell’addome e nella pelvi. La respirazione normale, sana è di tipo addominale. L’addome è coinvolto attivamente nel processo di inspirazione, favorendo l’abbassamento del diaframma. Più la respirazione è profonda, più l’onda respiratoria si estende nella zona inferiore del tronco, fino ad arrivare all’area pelvica. Quello che Reich definiva riflesso dell’orgasmo è il leggero movimento spontaneo in avanti e all’indietro che si verifica nella pelvi, ad ogni inspirazione ed espirazione. Questo tipo di respirazione coinvolge il corpo in maniera davvero totale, mentre le tensioni presenti nell’organismo spezzano questo modello unitario.
In Analisi Bioenergetica i pazienti sono invitati ad eseguire degli esercizi che rilassano le tensioni muscolari e stimolano la respirazione.

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